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09: Album Of The Year 2018

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12 Essential Alan Moulder

Deus ex machina. Ecco, il produttore e/o sound engineer molto spesso ha proprio questa caratteristica. E’ soltanto la seconda volta nella storia di indiebar che parliamo di questo ruolo cruciale nella riuscita di un album. Lo abbiamo fatto nelle rpimissime stagioni parlandovi di Steve Albini, lo rifacciamo ora con un personaggio che non abbiamo mai fatto mistero di amare.

Come per Albini anche i brani di questo producer hanno tutti un filo conduttore ben preciso, tanto che ascoltandoli tutti insieme sembrerebbero dello stesso artista con diversi cantanti.

Un sound molto profondo, dove gli strumenti si distinguono perfettamente, il basso è molto accentuato ed in genere addossato ad una texture di chitarre pronunciata. Contrariamente ad Albini la linea vocale è tenuta alta di volume e ben scandita. Vi stiamo parlando di Alan Moulder.

Nato a Boston, UK, amava i Beatles, i Cream ed i T-Rex. Comincia la carriera ai Trident Studios di Londra, dove conosce Flood con il quale collaborerà spesso nella sua carriera. Il primo album a cui lavora è Zoolook di Jean Michel Jarre, da cui deriva la sua influenza elettronica.

E’ curioso come nel preparare la puntata di oggi mi sia sorpreso nel vedere quanti album della mia discografia abbiano la sua firma, di molti di loro non sapevo avessero questa particolarità ma mi è stato subito chiaro perchè mi piacessero: quel sound particolare.

Alla fine è stato davvero difficile selezionare i brani di oggi, nel senso che abbiamo dovuto escludere dell’eccellente musica, ma due puntate forse non ce le avreste perdonate.

Tracklist:

1. My Bloody Valentine, “Soon”

2. Curve, “Coast Is Clear”

3. Ride, “Going Blank Again”

4. Swervedriver, “Never Lose That Feeling”

5. Smashing Pumpkins, “Hummer”

6. Nine Inch Nails, “Closer”

7. Yeah Yeah Yeahs, “Maps”

8. The Killers, “Move Away”

9. Blonde Redhead, “SW”

10. The Big Pink, “Velvet”

11. 2:54, “You’re Early”

12. Interpol, “All The Rage Back Home”

 

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