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13: 1992 Side B

Oggi proseguiamo il percorso di qualche settimana fa, dove vi abbiamo presentato la classifica del 1992. Ce lo siamo immaginato come un enorme vinile del quale vi abbiamo presentato il lato A, che vedeva come disco dell’anno i Ride con Going Blank Again. Quindi i Pavement, Sugar, Rage Against The Machine, Curve, The Lemonheads, Lush, […]

The Vinyl Season

Alla fine l’ho fatto. Dopo quasi 30 anni ho ricomprato un disco in vinile, anzi a dire il vero un cofanetto. Certo il massimo sarebbe stato andare in un negozio di dischi (autentica rarità) e comprarlo dopo aver scartabellato per ore gli scaffali dei vinili. Proprio facendo “quelle cose che noi giovani, una volta…”.

Ordinato su Amazon ha un sapore certamente più artificiale, ma almeno questo tributo ai tempi moderni l’ho pagato.lush-boxset-1

Ma perché, mi sono chiesto, ho fatto questo gesto desueto?

Perché un vinile?

 

Mi sono dato molteplici spiegazioni:

  1. Sto diventando anziano, ed in quanto tale nostalgico dei “bei tempi che furono”. La cosa è ridicola ed intrisa di luoghi comuni. Mancava la frase tipo “si stava meglio quando si stava peggio” assieme a “non esistono più le buone maniere” ed era fatta. Ma in realtà un tantino di verità in fondo c’è. Ho letto le statistiche che dicono che l’età media di chi compra i vinili sia di 50 anni ed io ormai ci sono quasi.
  2. C’è un malcelato conformismo, il vinile in fondo è di gran moda tra i cultori della musica ed alla fine ci sono cascato anch’io, (auto)classificandomi come tale. Di fatto è l’unico tra i formati di vendita che è in crescita con i CD in caduta libera, gli MP3 pure e persino i servizi di streaming che dopo l’entusiasmo iniziale vedono un brusco ridimensionamento.
  3. Mi sono rotto i coglioni dello shuffle, questo si! Tutti i brani a caso di tutta la mia discografia in formato mp3, con il lettore che salta di palo in frasca, ti fa sentire Miles Davis ed i Pearl Jam, poi un brano dove c’è un telefono che suona ed una tizia che lascia un messaggio in segreteria telefonica in francese. Il classico brano “Intro” che finisce per non centrare un tubo con quello che ascolti. Persino se si seleziona un autore ed i brani vanno in shuffle si finisce per ascoltare cose senza senso. Nel vinile c’è l’autenticità della sequenza originaria, voluta dall’artista, e se anche ogni 4-5 brani alziamo le chiappe dal divano per cambiare lato o disco non succede nulla, anzi, magari ci fa pure bene…
  4. Sento la voglia di un supporto fisico. La musica liquida è diventata impalpabile, si finisce per non saperne che poche cose. Nessuno si prende la briga di andare a leggere i crediti di un album scaricato in mp3 o dai servizi in streaming. Non si leggono i testi, pur magari capendoli. Non si conoscono i musicisti che hanno suonato nel disco. Non si sa più nulla, perché non si sa dove leggerlo e quindi non lo si cerca. Una volta il booklet di un CD era la mia lettura preferita, specie per il WC. Adesso, diventando anziano, meglio andare su formati più grandi, ecco perché il vinile (battutona).

img_20160908_082954Al di la delle riflessioni personali, osservando il mercato discografico e la situazione attuale il quadro è desolante e le case discografiche dovevano inventarsi pure qualcosa per tirare a campare. Ci sono due cose con le quali non si possa fare copia e incolla: i concerti dal vivo ed i vinili.

Da qualche tempo ci sono state reunion improbabili, alcune anche decisamente fuori tempo massimo, ma comunque tutte hanno avuto un successo incredibile. Basti vedere al tour degli AC/DC, quello dei Pixies o persino quello degli Who (sopravvissuti). Nessuno streaming vale quanto l’emozione di un concerto e gli artisti possono incassare quello che ormai non arriva più dalle royalties della vendita dei dischi.

In quanto ai supporti fonografici ecco che ritorna il vinile, un mercato di nicchia ma in crescita spaventosa ancorché inaspettata, almeno per noi. Perché alla fine quel formato ha ancora un suono difficilmente raggiungibile dai riproduttori incastonati nei telefoni cellulari. E allora vai di ristampe, cofanetti speciali con libro fotografico incluso. Con annesso e connesso il download code per scaricarti la versione digitale che puoi ascoltare anche mentre corri con quel limitatissimo dispositivo portatile che non ti farà sentire la polvere superficiale ma ti accompagna per ore e ore senza cambiare facciata.

technics-sl-1200gae-sl-1200g-credit-panasonic3-e1452090820527E’ curioso poi quello che è successo alla Technics, che tre anni fa chiuse la produzione dei giradischi, lasciando i sostenitori del mitico SL1200 con l’amaro in bocca. Ma ecco che la Panasonic fiuta l’affare e si ricompra marchio e vecchio stabilimento, e di li a poco fa girare via socials i rumors di un ritorno del mitico giradischi a trazione diretta, innalzando l’asticella di quello che una volta era definito dagli esperti di HiFi un “prodotto per DJ”, con un certo senso di disprezzo. Il nuovo Technics SL1200 GAE edizione limitata costerà oltre $ 4.000 mentre la versione standard “solo” 1.200$. Ben lontano dalle originarie 500.000 Lire di Discopiù di Rimini, del secolo scorso.

Il vinile quindi vive una seconda giovinezza e noi, attempati DJ, con lui.

Quindi ho deciso che dopo aver caratterizzato la 10ma stagione con le Musicassette (The Tape Season), anche se solo nelle copertine, la stagione #11 che sta per cominciare avrà come tema il vinile, ma non solo come copertine delle trasmissioni, ma che in ogni puntata ci saranno dei brani riprodotti dal più classico dei supporti fonografici.

Siete pronti per la Vinyl Season?

Evviva il venile https://www.etsy.com/it/listing/232312829/vintage-collection-indie-t-vinyl-him
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Stay tuned!!

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