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18: Songs To Be Played At Funerals (FINALE DI STAGIONE)

E quindi è giunta l’ora di salutarci. L’anno scorso lo abbiamo fatto indicandovi “Songs To Be Played Under The Umbrella”, per farvi compagnia nei mesi estivi e pensando alle vostre vacanze. Quest’anno invece volevamo lasciarvi delle canzoni eterne, che possano andare bene per sempre, fino ad un ipotetico funerale. D’altronde si sa, per superare la […]

It’s just rock ‘n roll?

I live my life in the city
There’s no easy way out
The day’s moving just too fast for me
I need some time in the sunshine
Gotta slow it right down
The day’s moving just too fast for me”

Prendiamo spunto dai testi alquanto sempliciotti dei primi Oasis semplicemente per segnalare il fatto che nell’incedere velocissimo del tempo ci sia quasi sfuggito che negli ultimi vent’anni di storia della musica sia un pò mancato il sano e vecchio Rock and Roll.

Sapete elencarmi dei dischi epici di rock and roll negli ultimi vent’anni?

Vedrete che solo a pensarci farete fatica a trovarne una dozzina, sommersi da mille nuove sonorità, minimalismi sfacciati, post-rock, elettronica downtempo e fottuti revival degli anni ’80.

Faccio l’esercizio per voi e così su due piedi mi viene in mente Foo Fighters, “Mellon Collie” degli Smashing Pumpkins, “Rated R” dei Queens Of The Stone Age, “Make Yourself” degli Incubus, qualcosa degli Skunk Anansie, dei Tool, degli Shellac, White Stripes.

Fatica, eh?

La domanda che ad ogni capodanno ci facciamo è: tornerà il rock and roll quest’anno? Salvo poi assegnare il disco dell’anno agli Alt-J o ai Jagwar Ma….

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Ma un barlume di speranza sembra essersi acceso, con l’uscita del nuovo album degli Afghan Whigs. Chi l’avrebbe mai detto?

In genere questi ritorni sanno tanto di minestra riscaldata e lasciano il tempo che trovano. Ma nemmeno la partenza di Rick McCollum ha fatto vacillare il sound rock muscolare in tinte noir delle parrucche afghane. Un album che ci riconcilia con il sano rock and roll, dopo la delusione del ritorno dei Pixies che hanno messo insieme tre EP in un album che sa di Frank Black meno Kim Deal.

Non potevamo certo aspettarci la rinascita del Rock&Roll da Damon Albarn, cantastorie di Chelsea che ci diletta con arpeggi e organi che sanno sempre più di side projects tenuti insieme dalla sua voce nasale. Musica per fare sottofondo nelle cene con amici, e poco più.

Non male invece il punk asciutto dei Blood Red Shoes anche se la formula Garage è ormai collaudata e forse anche un pò abusata, così come è piaciuto l’ultimo esagerato album dei Perfect Pussy, punk quasi d’altri tempi per una band dal nome da non inserire nei motori di ricerca se siamo in un internet caffè e abbiamo qualcuno alle spalle.

Per il resto in giro ci sono suoni scazzati di Mac Demarco e di Stephen Malkmus & the Jicks che hanno molto in comune e melodie troppo educate dei Metronomy e dei Notwist da Monaco di Baviera.

Ma dove è finito il Rock & Roll??

Speriamo che siano proprio gli Afghan Whigs a scavare il solco, come fecero oltre 20 anni fa con un album davvero indimenticabile, Gentleman, tutt’ora fonte di ispirazione di ogni tipo….

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