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18: Songs To Be Played At Funerals (FINALE DI STAGIONE)

E quindi è giunta l’ora di salutarci. L’anno scorso lo abbiamo fatto indicandovi “Songs To Be Played Under The Umbrella”, per farvi compagnia nei mesi estivi e pensando alle vostre vacanze. Quest’anno invece volevamo lasciarvi delle canzoni eterne, che possano andare bene per sempre, fino ad un ipotetico funerale. D’altronde si sa, per superare la […]

Del-eighties!

Ma che simpatica storiella che ci stanno raccontando Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter in arte Daft Punk! Pur essendo nati a metà degli anni ’70, musicalmente intramontabili, trascorrono i pessimi anni ’80 nell’adolescenza e ne rimangono folgorati. Con il poster del gardenese Giorgio Moroder in cameretta ad ascoltare i Kraftwerk quasi fosse del modernariato. Con il mito di un connazionale, Jean-Michel Jarre, colui che, con i mezzi limitatissimi di allora, porto la musica elettronica alla grande massa.

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Quindi basta imbastire una enorme macchina di comunicazione, travestirsi da Robot, non mostrare mai il proprio volto in pubblico e lanciare il nuovo prodotto discografico sul mercato ed è fatta!!

Ecco che prontamente il NME recensisce il disco con un 10/10, no dico dieci decimi non li aveva dati nemmeno a Screamadelica dei Primal Scream!

Ma dico, lo avete ascoltato il disco prima di dare voti a cazzaccio?

Mentre Homeworks e Discovery avevano un contenuto innovativo, anche nel loro essere volutamente Vintage con quel sapore da Disco Inferno, “Random Access Memories” è un disco piatto, fatto per la grande massa che si affeziona presto al ritornello senza troppo badare al contenuto.
E’ davvero scontato, banale, per nulla autoironico, con quell’orrendo sapore di Earth Wind And Fire ed Imagination. E poi lo scherzone del vocoder in “Around The World” ci era piaciuto un sacco. Adesso è davvero stucchevole. In ogni canzone, no dico in ogni fottuta canzone il vocoder??

Ma come fa a piacere sta robaccia a chi segue la musica indie?

Mah!

Peer farmi passare la rabbia mi sono tuffato nell’ultimo dei Primal Scream che almeno mi ha ridato un minimo di sorriso, seppur stentato. Anche in questo caso sono rimasto un pò deluso, li vedo parecchio in parabola discendente. Manca il classico colpo di genio che riposiziona il disco in cima alla pila, quel “Kill All Hippies” oppure “Kowalski” che li rende adorabili per sempre. Anche se “Worm Tamer” è da heavy rotation….

Ma almeno il nostro Bobbie Gillespie pur se un pò a corto di idee evita di andare a pescare nella spazzatura per trovare delle idee. Di fatto delude un pò ma senza sputtanarsi.

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Se potessi fare come con i files, cancellerei in un solo secondo tutti gli anni ottanta. Schiacciando il tasto “del“.
Basta, fatto, via tutto.

DEL

P.S.: prima mi sono salvato i Cure, Joy division, Einsturzende Neubauten, Psychedelic Furs, Bauhaus, Echo and The Bunnymen, i primi U2, Smiths, Jesus and Mary Chain, Beastie Boys, Sonic Youth, i primi Pixies, My Bloody Valentine, Dinosaur Jr…

 

P.P.S.: la mia classifica dei decenni, in stelle come gli alberghi

’60 ****
’70 *****
’80 *
’90 *****s
’00 ***
’10 ***

 

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