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18: Songs To Be Played At Funerals (FINALE DI STAGIONE)

E quindi è giunta l’ora di salutarci. L’anno scorso lo abbiamo fatto indicandovi “Songs To Be Played Under The Umbrella”, per farvi compagnia nei mesi estivi e pensando alle vostre vacanze. Quest’anno invece volevamo lasciarvi delle canzoni eterne, che possano andare bene per sempre, fino ad un ipotetico funerale. D’altronde si sa, per superare la […]

20th Anniversary

Nel 2015 ci saranno parecchi dischi che celebreranno i 20 anni dall’uscita e che magari vedranno ristampe o edizioni speciali.

Tralasciando la malinconia di vedere dischi dei quali abbiamo atteso la pubblicazione un ventennio fa, in fila davanti ai negozi per assicurarcene una copia e del fatto che alcuni dei nostri ascoltatori fossero nati in quell’anno, magari concepiti sulle note di uno di questi dischi… ecco appunto tralasciando tutto questo vi proponiamo una carrellata di dischi usciti nel 1995, con tutto quello che hanno significato per noi e per la storia della musica.

foo fightersFoo Fighters, Foo Fighters

Primo disco della nuova vita di Dave Grohl che si cimenta con la continuità con il suo passato, pur urlando “I don’t owe you anything” ovvero non ti devo nulla, chissà con chi ce l’aveva anche perchè ha giurato di non riferirsi a Kurt Cobain.

Prodotto da Steve Albini, il sound è ruvido e convincente.

 

 

garbage-USGarbage, Garbage

Primo disco anche per il produttore dei Nirvana, Butch Vig, che qui si cimenta alla batteria,supportato da ottimi musicisti e da quella vocalist ricca di personalità che ha recuperato in Scozia dai Goodbye Mr. Mac Kanzie, ovvero Shirley Manson.

Il disco sembra registrato dai Curve ma un pò più commerciali.

Ma piace anche nella sua ironia (“Stupid Girl”) e nella sua propompenza sonica (“Supervixen”).

 

tricky-maxinquaye-frontalTricky, Maxinquaye

Adrian Thaws in arte Tricky, nato a Bowle West, sobborgo di Bristol, decide di lasciare i Massive Attack con i quali collaborava e produrre un album solista, non senza protarsi dietro qualcosa come “Overcome” che è una “Karmacoma” rivisitata.

Ma il capolavoro è “Black Steel” sussurrata dalla musa Martina Topley-Bird che Tricky si porterà dietro a lungo.

Infine il cerchio che si chiude, “Hell’s Round The Corner”, brano che contiene lo stesso sample di Isaac Hayes usato pure dai Portishead e più tardi da Neneh Cherry.

Il trip-hop di Bristol ai suoi massimi splendori

smashing pumpkins mellonThe Smashing Pumpkins, Mellon Collie And The Infinite Sadness

 Se solo Billy Corgan ci avesse ascoltato e avesse chiuso la carriera degli SP dopo Mellon Collie adesso sarebbe una band mitologica che avrebbe concluso con un capolavoro.

Da “Zero” a “1979”, da “Bullet With Butterfy Wings” all’overture “Tonigh Tonigh” il disco scivola via malgrado la sua infinita lunghezza (2 CD all’epoca).

Una generosità senza frontiere, che merita un posto nella storia, senza essere infangato da album inconsistenti con lo stesso nome delle zucche.

 

Exit_Planet_Dust_The_Chemical_Brothers_1995_Exi__59025_zoomThe Chemical Brothers, Exit Planet Dust

Il trait d’union tra musica indie e techno. Tra chi ascolta i Charlatans e chi invece preferisce gli Orbital.

Tom Rowlands e Ed Simons propongono una techno sporca, funky, con quel retrogusto che sa di Pauls Boutique dei Beastie Boys, cui i nostri si ispiravano, adottando inizialmente lo stesso nome dei produttori, i Dust Brothers.

Exit Planet Dust sarà una pietra miliare, eguagliata in seguito dal duo di Londra da altri dischi eccellenti. “Chemical Beats” ne sarà il manifesto

elastica-1995-elasticaElastica, Elastica

Cosa rimane nella storia della musica delle o degli Elastica? Questo disco!

Nascono da una costola degli Suede (Justine Fishmann, Justin Welsch) e si impongono con un indie pop sfrontato e deciso, che piace agli amanti della cool britannia.

Nell’album ci sono un sacco di “ispirazioni” (o plagi) che non fanno passare alla storia il nome Elastica come quello di una band dalla spiccata originalità.

Ascoltato adesso l’album suona ancora bene e alla fine non riesce proprio a dispiacere.

 

supergrass-i_should_coco-frontal

Supergrass, I Should Coco

“We are young, we run green

Keep our teeth nice and clean

See out friends, see the sights

Feel alright!”

Un vero e proprio inno agli anni del Britpop, composto da questo terzetto di Oxford ancora adolescente all’epoca.

Energia positiva che trasuda da tutti i pori di questo album che sarà un’icona pop degli anni ‘90.

Registrato in una settimana, resiste a 20 anni di musica pop, ancora con una certa integrità intellettuale.

radiohead-the-bends-1373309752Radiohead, The Bends

Come poter dare seguito alla song capolavoro “Creep” se non con un album rock deciso e brillante?

Prima di sprofondare nella sperimentazione elettronica che finirà per ingoiare il quintetto dell’Oxfordshire, ecco che i nostri danno alle stampe il secondo album “The Bends” che i nostalgici ancora definiscono come il migliore dei Radiohead, malgrado l’uscita di Ok Computer (più mainstream).

Capolavori come “Just” con quel crescendo finale e “My Iron Lung” hanno lasciato sicuramente una traccia indelebile nella storia della musica.

The-Verve-A-Northern-Soul-119283The Verve, A Northern Soul

Certo che pubblicare un album e sciogliersi è quanto meno singolare.

Eppure il quartetto di Wigan, Manchester ci è riuscito egregiamente, lasciando al proprio pubblico incredulo un album denso di texture di chitarre decadenti.

Quest’anima del Nord non lascia indifferenti, è un album totalizzante e catartico, il suono è penetrante così come la voce decisa di Richard Ashcroft, qui in fase prog-rock.

Da ricordare “A New Decade”,  “This Is Music” e “History”

pulp different classPulp, Different Class

Un autentico capolavoro, anche a distanza di un ventennio è questo “Different Class” dei Pulp, capolavoro retrò dove la “cool britannia” è rivista in chiave sixties.

Ci sono degli inni come “Common People” e “Sorted for E’s And Wizz” oltra alla retro dance “Disco 2000” con rivistazione dei ricordi di scuola di Jarvis Cocker.

La presenza scenica della band dal vivo era qualcosa di fenomenale, che non si vedeva dai tempi di Ziggy Stardust.

leftfield leftismLeftfield, Leftism

Forse seguendo il solco scavato dai Chemical Brothers e dai fratelli Hartnoll (Orbital) un altro duo (Paul Daley e Neil Barnes) spopolano nella musica dance sotto la union jack: i Leftfield.

Anche in questo caso ci sono collaborazioni eccellenti (John Lydon, Tony Holiday, Vincent Clarke).

Leftism rimmarrà però un disco irraggiungibile per gli stessi Leftfield, che si sono poi cimentati nel tentativo di raggiungerlo ma non ci sono riusciti.

oasis morning gloryOasis, (What’s The Story) Morning Glory?

Un disco perfetto, fin dalla copertina, con Noel Gallagher di spalle in Berwick road a Londra, la strada dei negozi di dischi veramente “indie” della città.

Poi la rivalità con i Blur, nata dal tormentone montato dalla stampa con la gara al singolo #1 nel Regno Unito.

L’album contiene tracce epiche (“Wonderwall”, “Champagne Supernova”, “Don’t Look Back In Anger”), il sound del british pop si fa più maturo con archi e fiati.

Un capolavoro, ancora…

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